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mercoledì 23 ottobre 2013

"L’elefante incatenato

"L’elefante incatenato 
Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l'animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune ma dopo il suo numero,e fino ad un momento prima di entrare in scena, l'elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente da quel paletto e fuggire. Che cosa lo teneva legato? Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell'elefante qualcuno mi disse che l'elefante non scappava perchè era ammaestrato allora porsi la domanda ovvia:"se è ammaestrato perchè lo incatenano?" Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell'elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato saggio da trovare la risposta: l'elefante del circo non scappa perchè è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo. Chiusi gli occhi e immaginai l'elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perchè quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L'elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perchè crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell'impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare..... non mai più messo alla prova di nuovo la sua forza.......mai più! (tratto da "Lascia che ti racconti" di JORGE BUCAY)
Quante volte anche noi ci siamo comportati come l'elefante, incatenati ad un paletto, incapaci di fare alcune cose che pure saremo in grado di fare, solo perchè in passato ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti, imprimendo così nella nostra mente e nel nostro corpo l'immagine e la frustrazione di non essere in grado...di averci provato e di non esserci riusciti, convincendoci che non siamo capacità, che non abbaimo possibilità.
Viviamo allora, come l'elefante, con la convinzione che se non ci siamo riusciti una volta e abbiamo fallito allora, dobbiamo continuare a fallire e quindi nemmeno proviamo più a mettere in atto dei cambiamenti e a spostarci da quella condizione, incapaci di vedere invece le enormi potenzialità che abbiamo, abbiamo di noi un'immagine distorta, che ci incatena. Per questo il mio motto è diventato "Spezza le catene che imprigionano il tuo pensiero e anche il tuo corpo sarà libero..."