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giovedì 24 ottobre 2013

C'era una volta ..

C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi. Finalmente arrivo un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato. Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo. Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno. I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato. Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà." Una ferita verbale fa male quanto una fisica. ..

Questa si chiama felicità

La donna sorrise di nuovo poi, con la punta delle dita, sollevò la veletta che le copriva il viso e lasciò che gli occhi della ragazzina scoprissero senza fretta la storia della sua vita.
“Hai i capelli bianchi”, mormorò la ragazzina dopo un lunghissimo silenzio. “Sono bellissimi…”
E, dopo un attimo di esitazione, avvicinò la mano tremante per l’emozione al volto della donna e le sfiorò le rughe, a una a una, come se volesse imprimerle nella propria mente.
Dunque era questo che significava invecchiare. Permettere al tempo di scrivere sul proprio corpo i ricordi di ogni singolo attimo passato su questa Terra.
Solo dopo qualche minuto la donna prese la mano della ragazzina tra le sue e la guidò lungo la sua storia. “Queste”, mormorò sfiorando le due rughe tra le sopracciglia, “sono le preoccupazioni che hanno attraversato gli anni della povertà, quando lavoravo di notte per confezionare abiti in sartoria. E questi”, disse, spostando le dita della ragazzina sul ventaglio di rughe ai lati degli occhi, “ questi sono i sorrisi di cui la vita mi ha fatto dono.” Lentamente, guidò la piccola mano sulla fronte. “Questi sono i pensieri e l’amore incondizionato di una madre e queste”, mormorò scendendo lungo le guance, “queste, bambina mia, sono le mie lacrime. Ma non si piange solo per dolore”.
[Suggerito da Giovanna Renzi]

Nesli - Respiro (Acustico) (+playlist)

Ci sono momenti ..

Ci sono momenti dove ci sono cose
che non hanno la necessità di essere spiegate.
Lo sguardo.. il respiro e i gesti parlano per noi...
(Silvia Nelli)